Parco Nazionale del Gran Paradiso
PARCO NAZIONALE del GRAN PARADISO
| Splendida perla naturale a cavallo fra Piemonte e Valle d’Aosta, vero paradiso della natura e della montagna. Gli oltre 70.000 ettari di natura protetta sono per circa la metà in territorio piemontese (e più precisamente canavesano), con la lunga Valle dell’Orco e la boscosa Val Soana, con i comuni di Ceresole Reale e Noasca nella prima e Valprato Soana e Ronco Canavese nella seconda. A est della cima del Gran Paradiso (4.061 mt.) si stacca il crinale più lungo e frastagliato, da cui partono i selvaggi valloni canavesani, cioè il settore più affascinante e meno noto del Parco. Qui, tra le case dei minuscoli villaggi di Pianprato, Campiglia e Forzo, o nei solitari valloni come Piantonetto e Noaschetta, si possono rivivere le sensazioni dei primi frequentatori del massiccio. Dal 1850, infatti, i reali di Casa Savoia iniziarono a frequentare queste vallate per la caccia e questo, paradossalmente, costituì la base per la preservazione della fauna selvatica dal bracconaggio. La varietà di ambienti naturali è particolarmente evidente sul versante piemontese, dove i confini del parco scendono fin sotto i 1.000 mt. di quota, comprendendo anche boschi di latifoglie: castagneti nel fondovalle, frassini, aceri e faggi. E ovunque una gran ricchezza di acque, con scroscianti torrenti, cascate e laghi, spesso ampliati con dighe per produrre energia idroelettrica. Proprio le tranquille valli del versante canavesano offrono incontri relativamente facili con il diffidente ed elegante camoscio. Più semplice l’avvistamento dello stambecco, vero simbolo del parco; facile l’incontro anche con le marmotte, d’indole pigra ma leste a rintanarsi non appena intravedono un pericolo. |




